|| venerdì, 29 settembre 2006 ||

I wear my heartache at my sleeve,
I love myself too much to see,
It haunts my dreams,
It haunts my every dream.
Nothin' to add.
| Nonsenso diFatacattiva @ 14:47 |
|blablabla| |
||| _____________________________________ я подрывная.внимание!
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|| giovedì, 28 settembre 2006 ||
«Hai passato un anno a non dirmi un cazzo delle tue attività, e ora mi stressi in continuazione e mi chiami ogni tre minuti per dirmi dove vai, cosa fai e perchè. Che palle.»
Girare la chiave nella toppa, sedersi sul divano, aprire bocca e dire oh,lo sai che prima.., ricevere tale dolcissima risposta, sentirsi bruciare lo stomaco e gli occhi, percorrere il breve spazio dal detto divano alla porta, chiudersi la porta alle spalle in silenzio totale e riflettere che certe volte tuo babbo può essere schifosamente stronzo.
Mettersi le cuffie e ascoltare la musica a livello sconsigliato, chiudere gli occhi e pensare che quelle parole non ti fanno così male, non puoi essere così sensibile. Riaprire gli occhi, sentire un brivido di freddo persistente e accorgersi che alla fine non saranno mai soddisfatti del tuo status mentis, loro.
WATCH YOUR MOUTH,HOLD YOUR TONGUE.
Quel che più ti sconcerta è che non hai più la voglia di abbassarti alla loro polemica sterile, rispondergli, sprecare la tua vocina dolce per epiteti anche troppo ricercati. Non ti va più di inanellare discussioni, argomentare di fronte a due che sembrano non avere tempo per te nè tantomeno capire che cazzo stai dicendo. Talvolta è preferibile stringere i denti, reprimere due lacrime date da un continuo senso di insoddisfazione familiare, e pensare che a volte riesci anche a strappar loro dei sorrisi quando ti impegni. Non basta però. Non basta aver scelto di sacrificare il ventennio più sfrenato della propria esistenza per addossare a me le colpe che non ho. Non è sufficiente dire è stata una giornata di merda dopo essersi accorti della batosta inflitta. Non va bene. Non si fa così. Succede sempre che faccio la finta dura, ma dentro brucia. Da morire. Non saranno mai contenti, nè quando fai l'adolescente problematica che si chiude nel silenzio acre, tantomeno quando cerchi di aprire uno spicchio del tuo mondo ovattato verso di loro. Nel primo caso ti liquideranno come finta depressa, nel secondo come montata tronfia e troppo sicura di sè. Come sempre accade, da anni.
Poi però ripensi alla lezione di oggi pomeriggio, costellata di meraviglia, bocca letteralmente aperta e penna smangiucchiata dall'impegno e dall'adorazione per chi ha parlato bene come mai avevi sentito fare. Giusto il tempo di buttare un'occhiata fuori dalla finestra per goderti la luce pomeridiana dorata, e poi lasciarsi cullare dalle parole istrioniche di chi affabula per piacere più che per mestiere.
E un sorriso ti nasce lo stesso, ripensando a quante verità storiche ha messo sul piatto quel buffo omino col papillon, ridendo e scherzando. L'anti-periodizzatore, un filosofo travestito da storico. Quello che ci voleva, più o meno. E sogghigni facendoti tornare alla mente le battute raffinate che ha snocciolato [ Nerone ha dato foco a Roma perchè voleva fare il piano regolatore] [Chi impara i manuali di storia a memoria ha qualche non identificata turba psichica] [Ragazzi, la scoperta dell'America è come la frontiera contemporanea del mondo alieno: fu sconvolgente. E poi chi lo dice che quelli che noi chiamiamo alieni siano veramente verdi e con le orecchie a punta? Magari girano da anni,travestiti da segnali stradali!] e pensi che la giornata proprio via non l'hai buttata...
...e per cinque minuti ti scordi anche di quanto male faccia essere un incidente di percorso, a volte.
Mettersi le cuffie e ascoltare la musica a livello sconsigliato, chiudere gli occhi e pensare che quelle parole non ti fanno così male, non puoi essere così sensibile. Riaprire gli occhi, sentire un brivido di freddo persistente e accorgersi che alla fine non saranno mai soddisfatti del tuo status mentis, loro.
WATCH YOUR MOUTH,HOLD YOUR TONGUE.
Quel che più ti sconcerta è che non hai più la voglia di abbassarti alla loro polemica sterile, rispondergli, sprecare la tua vocina dolce per epiteti anche troppo ricercati. Non ti va più di inanellare discussioni, argomentare di fronte a due che sembrano non avere tempo per te nè tantomeno capire che cazzo stai dicendo. Talvolta è preferibile stringere i denti, reprimere due lacrime date da un continuo senso di insoddisfazione familiare, e pensare che a volte riesci anche a strappar loro dei sorrisi quando ti impegni. Non basta però. Non basta aver scelto di sacrificare il ventennio più sfrenato della propria esistenza per addossare a me le colpe che non ho. Non è sufficiente dire è stata una giornata di merda dopo essersi accorti della batosta inflitta. Non va bene. Non si fa così. Succede sempre che faccio la finta dura, ma dentro brucia. Da morire. Non saranno mai contenti, nè quando fai l'adolescente problematica che si chiude nel silenzio acre, tantomeno quando cerchi di aprire uno spicchio del tuo mondo ovattato verso di loro. Nel primo caso ti liquideranno come finta depressa, nel secondo come montata tronfia e troppo sicura di sè. Come sempre accade, da anni.
Poi però ripensi alla lezione di oggi pomeriggio, costellata di meraviglia, bocca letteralmente aperta e penna smangiucchiata dall'impegno e dall'adorazione per chi ha parlato bene come mai avevi sentito fare. Giusto il tempo di buttare un'occhiata fuori dalla finestra per goderti la luce pomeridiana dorata, e poi lasciarsi cullare dalle parole istrioniche di chi affabula per piacere più che per mestiere.
E un sorriso ti nasce lo stesso, ripensando a quante verità storiche ha messo sul piatto quel buffo omino col papillon, ridendo e scherzando. L'anti-periodizzatore, un filosofo travestito da storico. Quello che ci voleva, più o meno. E sogghigni facendoti tornare alla mente le battute raffinate che ha snocciolato [ Nerone ha dato foco a Roma perchè voleva fare il piano regolatore] [Chi impara i manuali di storia a memoria ha qualche non identificata turba psichica] [Ragazzi, la scoperta dell'America è come la frontiera contemporanea del mondo alieno: fu sconvolgente. E poi chi lo dice che quelli che noi chiamiamo alieni siano veramente verdi e con le orecchie a punta? Magari girano da anni,travestiti da segnali stradali!] e pensi che la giornata proprio via non l'hai buttata...
...e per cinque minuti ti scordi anche di quanto male faccia essere un incidente di percorso, a volte.
| Nonsenso diFatacattiva @ 19:53 |
|blablabla| |
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|| mercoledì, 27 settembre 2006 ||
La matricola Fatacattiva mostra compiaciuta la sua gomma a forma di fiore.

Le occhiaie consistenti erano in offerta speciale,mica potevo dire di no.
U_________________________________u
After dinner.
Ormai mangio senza masticare, solo per meccanica gastrica.
Però tutto sommato va bene.
Sissì, decisamente.
Ormai mangio senza masticare, solo per meccanica gastrica.
Però tutto sommato va bene.
Sissì, decisamente.
[watch your mouth,hold your tongue]
L'aria di casa è greve e viscosa ma non me ne accorgo.
Le occhiaie da insonne prevalgono sul neo-ritrovato colorito da brava bambina che mi ero guadagnata, ma sono sempre un segno visibile di ottima causa.
Quindi va bene.
Anzi, benebenebenebenebenebenebene. ^__________________^
Le occhiaie da insonne prevalgono sul neo-ritrovato colorito da brava bambina che mi ero guadagnata, ma sono sempre un segno visibile di ottima causa.
Quindi va bene.
Anzi, benebenebenebenebenebenebene. ^__________________^
[ because you're running out of breath
running out of time]
running out of time]
Giornata poco producente a livello di delirio letterario calligrafista [oh,sì ho imparato qualcosa] se non per la notevole situazione di convivenza forzata che si è creata stamani: centocinquanta esseri umani in quattro_mura_e_un_soffitto create per contenerne sessanta.
La mia vena competitiva da polly pocket mi ha comunque permesso di sgomitare fino ad una sedia.
La mia vena competitiva da polly pocket mi ha comunque permesso di sgomitare fino ad una sedia.
[ dance between your words,
right before you fall.... ]
right before you fall.... ]
Firenze sul finire dell'estate è sempre più casa mia. Sole colato, zollette d'ossigeno che sa di primavera, il riflesso dell'acqua di una fontana che gioca a rincorrere il monumento equestre di Cosimo de' Medici che fissa immobile la stanza dell'appartamento dove incontrava la sua amante secoli fa. Cinque per la precisione. Ho sempre trovato struggente che questo grand'uomo lasciasse cadere il suo noto lato impositivo per restare immutato nel tempo a guardare con sguardo adorante la sua Bianca.
Ora ci passo tutte le mattine, ogni volta che alzo gli occhi mi scappa un sorriso ripensando a quando questa cosa mia nonna me l'ha insegnata, alla tenerissima età di cinque anni. Mi disse anche che le api incise alla base della statua è impossibile contarle. E' vero, una volta sono sessantasei, una volta settanta, un'altra ottantadue e via dicendo.. Una volta all'anno ci provo, ma miseramente fallisco. E adoro sapere che sarà così probabilmente per sempre, proprio come Cosimo fissa Bianca. A volte mi chiedo se lei ancora scosta le tende e si lascia sfuggire un mezzo sorriso, nel vedere il suo cavalleresco uomo sotto casa, immutato e immutevole, lì per lei.
Starò mica per caso diventando sentimentale? -______-'
Ora ci passo tutte le mattine, ogni volta che alzo gli occhi mi scappa un sorriso ripensando a quando questa cosa mia nonna me l'ha insegnata, alla tenerissima età di cinque anni. Mi disse anche che le api incise alla base della statua è impossibile contarle. E' vero, una volta sono sessantasei, una volta settanta, un'altra ottantadue e via dicendo.. Una volta all'anno ci provo, ma miseramente fallisco. E adoro sapere che sarà così probabilmente per sempre, proprio come Cosimo fissa Bianca. A volte mi chiedo se lei ancora scosta le tende e si lascia sfuggire un mezzo sorriso, nel vedere il suo cavalleresco uomo sotto casa, immutato e immutevole, lì per lei.
Starò mica per caso diventando sentimentale? -______-'
| Nonsenso diFatacattiva @ 17:02 |
|blablabla| |
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|| martedì, 26 settembre 2006 ||
La matricola Fatacattiva riflette davanti alla webcam sulla vastità del programma d'esame.
[letteratura italiana moderna e contemporanea n.d.r.]

[and feel, feel what it's like to be new]
[là sopra il font cuckoo si è mangiato un apostrofo. Ma mi fa una fatica immane andare a riaprire photoshop appositamente per quel motivo.]
[letteratura italiana moderna e contemporanea n.d.r.]

[and feel, feel what it's like to be new]
[là sopra il font cuckoo si è mangiato un apostrofo. Ma mi fa una fatica immane andare a riaprire photoshop appositamente per quel motivo.]
Uscire dalla feltrinelli con due buste piene, nove libri in più e parecchi euro in meno in tasca, mi ha dato di nuovo l'impressione di essermi utile in qualche modo. Avere di nuovo un motivo per me stessa e un obiettivo da sgretolare quanto prima, sono dei veri toccasana per il mio ego, che pur non decadendo mai ogni tanto subisce dei gran colpi. [I want to live where soul meets body]
Ieri sera pre-esame delirante come al solito, non mio ma della socievole socia, che si è concluso con me che non riuscivo a dormire perchè sentivo le tapparelle scosse dal vento e mi ero convinta che ci fosse qualcuno che voleva entrare dalla finestra [-____-'], la suddetta signorina che aveva mal di reni ma localizzato dove c'è il fegato, anzi no dove ci son le ovaie, anzi non sappiamo dove ma sicuramente non dove ci sono i reni. Andando indietro nel tempo, io che infastidisco le telefonate impiccandomi con la tenda anni '70, e sempre io, l'elfo schizopatico dagli occhi ufficialmente verdi [sarà l'euforia?] che si scatta le pose col cellulare e rende noto alla comunità di aver rotto la tenda di prima. Poi però l'ho risistemata. Dormito con la maglia sponsor, naturalmente tagliata fuori dalla coperta di winni_that fuckin' gay_pooh, stamani mi sono svegliata in preda a tremiti tipo delirio da febbre, e ho poltrito fino all'ultimo per recuperare l'isotermia.
Successiva passeggiatina fino alla sede dell'esame, che è stato rimandato [U____u'], e poi fermata cult dalla Graziella.
La Graziella è un'istituzione.Essa [si noti il soggetto usato quasi sempre quando si fanno/facevano i temini in classe, o peggio ancora i pensierini alle elementari] è una vecchina gracchiante,padrona di un negozio simile ad un mercato nero della profumeria, e anche se ha i cerchietti fiQi e le cremine introvabili,è estremamente insopportabile secondo me. O meglio, ha quel vizio che mi porterà ad eliminarla probabilmente: tocca continuamente le spalle, le braccia, le mani e quant'altro quando le capiti a tiro, cosa che non tollero. Tantomeno dalla Graziella,eh.
Sto bene, bene bene bene bene bene bene bene bene. Non c'ho neanche più la faccia giallo limone, il che è illuminante come dato.
Sto bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene, ma forse l'avevo già detto. E' che non ci sono abituata, e la cosa mi risulta curiosa.
[I hold you near, 'cause you're the only song I want to hear. A melody softly soarin' through my atmosphere.]
Ieri sera pre-esame delirante come al solito, non mio ma della socievole socia, che si è concluso con me che non riuscivo a dormire perchè sentivo le tapparelle scosse dal vento e mi ero convinta che ci fosse qualcuno che voleva entrare dalla finestra [-____-'], la suddetta signorina che aveva mal di reni ma localizzato dove c'è il fegato, anzi no dove ci son le ovaie, anzi non sappiamo dove ma sicuramente non dove ci sono i reni. Andando indietro nel tempo, io che infastidisco le telefonate impiccandomi con la tenda anni '70, e sempre io, l'elfo schizopatico dagli occhi ufficialmente verdi [sarà l'euforia?] che si scatta le pose col cellulare e rende noto alla comunità di aver rotto la tenda di prima. Poi però l'ho risistemata. Dormito con la maglia sponsor, naturalmente tagliata fuori dalla coperta di winni_that fuckin' gay_pooh, stamani mi sono svegliata in preda a tremiti tipo delirio da febbre, e ho poltrito fino all'ultimo per recuperare l'isotermia.
Successiva passeggiatina fino alla sede dell'esame, che è stato rimandato [U____u'], e poi fermata cult dalla Graziella.
La Graziella è un'istituzione.Essa [si noti il soggetto usato quasi sempre quando si fanno/facevano i temini in classe, o peggio ancora i pensierini alle elementari] è una vecchina gracchiante,padrona di un negozio simile ad un mercato nero della profumeria, e anche se ha i cerchietti fiQi e le cremine introvabili,è estremamente insopportabile secondo me. O meglio, ha quel vizio che mi porterà ad eliminarla probabilmente: tocca continuamente le spalle, le braccia, le mani e quant'altro quando le capiti a tiro, cosa che non tollero. Tantomeno dalla Graziella,eh.
Sto bene, bene bene bene bene bene bene bene bene. Non c'ho neanche più la faccia giallo limone, il che è illuminante come dato.
Sto bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene bene, ma forse l'avevo già detto. E' che non ci sono abituata, e la cosa mi risulta curiosa.
[I hold you near, 'cause you're the only song I want to hear. A melody softly soarin' through my atmosphere.]
vivamente consigliato l'ascolto in loop di "soul meets body".
| Nonsenso diFatacattiva @ 13:59 |
|blablabla| |
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