|| lunedì, 26 marzo 2007 ||
Aprile della quinta superiore,anno 2005.

io e un personaggio che non vedo da troppo ma è finito a fare economia
[e spacciava anche degli ottimi narcotici oltre che riaccompagnare sempre a casa in macchina me e un'altra quando non avevamo la patente, andando a novanta km/h sul dirittone di via di Villamagna] abbiamo rubato l'originale del compito di francese dall'armadietto della professoressa, due giorni prima del compito.

E l'abbiamo spacciato a tutti dopo averlo passato nella fotocopiatrice e poi mandato per e-mail.
Segue testo:


Eh-ehm...
 
Della serie, -i criminali del Volta colpiscono ancora- ecco le domande..
 
1) on a consideré Rimbaud un poéte visionnaire. Sa recherche poétique avait une demarche et un but a rejoindre. Lesquels? [in pratica, Rimbaud calava assenzio tutto il giorno...dove voleva arrivare,oltre a distruggersi il fegato? :) ]
2) Pourquoi le poème Albatros est très important dans la poétique de Charles Baudelaire? [Questa non la traduco nemmeno,via...ghghg]
3) Quand on parle de Bovarysme, qu'est-ce que on entend dire? [ Dissertazioni sui filmini mentali di Emma Bovary...]
4) Dans le poème "mon reve familier", Verlaine évoque un reve.De quoi s'agit-il? [Filmini etero di Verlaine...Anche se poi se la intendeva con Rimbaud...Misteri O_o' ]
5) Expliquez la phrase de Flaubert "L'artistre doit etre dans son oeuvre comme Dieu dans la Création, invisible  et tout puissant, présent partout, visible nulle part". [Manie di grandezza di Flaubert...]
 
C'est tout...
Fatene Buon Uso...
 
*Un grazie speciale a Clyde per aver fatto parte della missione quasi kamikaze e alle menti malate da cui questa faccenda è partita...*
 
 
Votre,
Bonnie. ^^
 
Ps. Certo che si fa proprio schifo...Muahhhhhhhahahahaha..



Grazie yahoo mail per avermi reso questo pezzo di storia, me ne ero dimenticata!
Se ci ripenso, non ci posso credere. Se ci ripenso, voglio tornare al Volta per rifare una cosa del genere ancora una volta.
Titti Follieri, se stai leggendo, adesso saprai perché quel giorno abbiamo preso tutti quanti più di sette!
Nicky, se passi di qua e leggi, fatti due risate con me. :D
| Nonsenso diFatacattiva @ 03:37 | |blablabla| |



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|| venerdì, 23 marzo 2007 ||
a.a.a.alto contenuto di miele.
Poi vado a letto a leggere le storielle dei ricci in spagnolo,sìsì.






Non sai quanto bene mi ha fatto spegnere il cervello una mezza giornata e passarla con te. Mi ha reso la calma che mi manca da troppo, almeno in parte. Darei qualsiasi cosa per tornare indietro a stanotte, forse era stamattina, quando ho aperto gli occhi e non c'era granché sole ancora, e ho visto che nel sonno avevo intrecciato strettissime le dita alle tue. Oppure, guardarvi quanto eravate belli voi due uomini di casa, uno peloso e uno meno, naso contro naso. :)

Mi ha fatto davvero bene, prendermi una briciola di tempo da passare solo insieme a te, così come mi fa bene sempre. Ma stavolta di più. Riesci a darmi la forza che tutti gli eventi di questo periodo tentano di togliermi, non c'è niente da fare. Voglio che mi porti via, è un concetto iper-ripetuto? Non importa.

Stamattina, o ancora stanotte, non lo so, nel dormiveglia contorto che mi ha causato la visione di The Shining più o meno da sola, sorridevo al solo sentirti respirare addormentato accanto a me. Ti guardavo, meraviglia, e lo sai che ogni tanto sorridi mentre dormi? Sì,sì. Poi fai finta di essere antipatico, però quando dormi sorridi. In sonno veritas?

E poi non lo so se eri sveglio quando hai detto tutte quelle cose, ma mi sono svegliata io, per quante ne hai dette, e pregherei non so cosa di svegliarmi Sempre in questo modo. Non le ripeterò mai neanche sotto tortura, sono Mie, me le tengo strette e ne sono gelosa come di nient'altro. E sono bellissime. E ora sorrido, ed è bastata davvero mezza giornata e basta a rendermi il sorriso che tanto ti piace, e che senza di te mi risulta forzato per non dire innaturale.


And for a minute there, I lost myself
I lost myself...


Potrei andare avanti kilometri, ma mi fermo.
Ti ringrazio, tanto tanto tanto tanto tanto tanto ancora una volta, ancora due, ancora tre, ancora quante vuoi. Riesci a fare quello che per me è fondamentale, dami stabilità. E non sorprenderti se mi perdo a fissarti, sempre più spesso, con gli occhi adoranti. Sei la cosa più bella in assoluto che vedrò mai in vita mia, quindi facci l'abitudine. Non posso fissarti altrimenti, non posso non voler fermare ogni attimo in ventisette versioni diverse, per paura di perderlo. Voglio te, e basta. Sempre.



| Nonsenso diFatacattiva @ 00:09 | |blablabla| |



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|| mercoledì, 21 marzo 2007 ||

In piedi contro il muro
Guardo il mio futuro
Perso in una marea d'ombre...






Io, a riguardo, ho le idee talmente chiare che vi farebbero paura se ve le sputassi in due righe nette.
Lo vedete lì sopra, prima di non andare lì rinuncerei a qualsiasi altra cosa. Non riesco a restarci, qui.
Mi manca qualcosa. Mi sembra di avere le mani legate. Ma come si fa a spiegare qualcosa che manca senza sapere che cos'è? Come si fa a mandare avanti il tempo di un paio di annetti e mezzo? Al di là di tutti quelli che dicono che non ce la farò mai, che non fa per me, che tornerò a casa col tasso di delusione alle stelle e le belle intenzioni ripiegate in valigia, I don't give a fuck.
Mi nutro dell'altrui pessimismo, mi esalta. Mi serve da emotive fuel.

Io voglio andare via. Poi vabbè, tutto il romanticismo di cornice, quello è una cosa tra me e te.
Ma è proprio quello che mi ha riattivato 'sta faccenda sopita, che tenevo buona da anni sotto le scuse soffocanti quali è una cazzata, solo tu puoi avere idee assurde come questa, ma chi ti credi di essere.
Poi per caso scopri un pomeriggio ipertemperato di Ottobre, che qualcuno ce l'ha fatta, che una cazzata non è, che le idee del genere non ce le hai solo tu, e che il chi di prima è qualcosa di unico.
E quando qualche mese dopo ci torni, lì, allora è impossibile tenere a freno tutto come è successo finora.

IO VOGLIO ANDARE VIA. La mia autonomia in questo posto è limitata, bassissima. Ancora resisto, fino al tempo di default che ci vuole per finire il triennio meno azzeccato della mia vita e poi farmi incoronare d'alloro. Fatemi scrollare le foglie della corona della sapienza dalla fronte, e non mi vedrete più. Ma soprattutto, non posso mettermi a scriverlo alla mercè di tutti i passanti di questi luoghi, ma provo a criptarlo, io voglio andare via come mi sono immaginata. Punto. Non chiedo altro, e questo si sa. Ormai si sa eccome, ma è il punto di riferimento che mi tiene buona fino alla sua più prossima realizzazione, e successivamente fino a quella definitiva.

Lo so, è difficile restare qui. Lo so, è difficile per me, quindi...
Ma è una stasi temporanea. I don't belong here. C'è poco da fare.

Non è questione di aver fatto o meno le scelte giuste, ancora non le abbiamo fatte.







Portami via. Punto.

Buonanotte.
| Nonsenso diFatacattiva @ 00:46 | |blablabla| |



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|| sabato, 17 marzo 2007 ||
March 17th,
12.39 a.m.

I won't s u f f e r, be broken
Get tired, or w a s t e d
S u r r e n d e r to nothing
I'll give up what I
Started
And stopped it
From end to beginning
A new day is coming
And I am finally free.




                                                                                                         .Agosto 2 0 0 6.


Run away, Run away
I’ll attack
Run away, Run away
Go chase yourself
Run away, Run away

Now I’ll attack.




Piccola_Premessa: ogni volta che scrivo, mi ripeto che dovrei piantarla.
                            Adesso però non è il momento. Se chiudo anche
                            questa sciocca valvola di sfogo, esco di cervello.
                            Quindi sopportatemi, o cercate la X in alto a destra.



Cari astanti, oggi ho passato circa quattro ore seduta su una seggiolina traballante, a fissare un muro a quadretti che presumono rilassante e invece rende solo molto nervosi perché i detti quadretti hanno, a occhio, tutti misure diverse. Ho letto circa cento volte la stessa frase non estremamente rincuorante che diceva qualcosa riguardo allo studio delle sincopi e al primo piano. Ho passato le dodici ore più assurde e pessime della mia vita ma non è questo che andrò a scrivere, chi deve sapere sa, chi ancora non sa verrà informato a breve ma per altre vie. In ogni caso, durante la mia visita forzata all'arcispedale di Santa Maria Nuova, ho avuto modo di pensare molto. Soprattutto per tenermi fisicamente ferma. La sala d'aspetto concilia le speculazioni. E ho pensato, con riferimento fotografico sovrastante che ha a che fare con la mia personale Età dell'Innocenza [durante la quale credevo che tutto andasse bene e che le amiche di cui fidarsi al trecento.per.cento affidando loro il tuo shattered cuoricino, esistessero], che ora mi sono scocciata.

Essendo stata in centro, avevo voglia di uscire e attaccarmi a quello stramaledetto campanello, farmi cinque piani di scale e mangiarmi viva chi tanto vigliaccamente è uscita dalla mia vita per i suoi stronzi comodi lasciandomi lì con un palmo di naso, a soffrire e piangere come non avrebbe Mai meritato. E poi vabbè, nell'ultimo mese cari miei fattori negativi, vi siete scatenati eh. Però cominciare col regolare i conti con lei sarebbe stato rilassante. Poi mi sono ricordata che era venerdì e che probabilmente era bella che in rotta per la sua neverland privata fatta di codardi come lei, presupponendo che qui ci sia approdata nell'ultimo periodo, cosa di cui peraltro dubito fortemente.

Se riguardo lo scatto là sopra, e intanto mi guardo in una qualsiasi superficie riflettente, mi sono persa un'altra volta. O forse ero persa allora, inconscia di quanto male il mondo esterno potesse farmi. Di quanta cattiveria ci fosse in chi mi ero messa vicina. Sì, dev'essere stato questo. Appena mi ha vista felice e lontana dal Suo personale stato paranoide, la signorina ha deciso di costruire un fantoccio di me assolutamente fallace, soffocando tutto il Bene che le avevo voluto fino all'ultimo sotto una coltre di bugie atta solo a farla tornare a casa tramutandola da carnefice a vittima. Addossandomi colpe inesistenti. Ho incassato il colpo ormai, mi sono incattivita. Mi sono indurita e vetrificata di fronte all'idea di lei, la considero una parentesi, perlomeno finché è stata sana di mente. Ciò non le toglierà una vendetta molto corporale appena se ne presenterà l'occasione.

Quello che mi brucia adesso in realtà è veder soffrire qualcuno a cui tengo moltissimo e non poter fare Niente di utile, materialmente parlando. L'impotenza di fronte ad una cosa del genere mi massacra un tantino, ma come ho già detto, cerco di mascherare tutto e rendermi più attiva e funzionale che posso. Finché non perdo il controllo di tanto in tanto. Per poi recuperarlo. Solo c'è un neo in tutto questo: chi si era riavvicinata a me con tante buone intenzioni, ha preferito l'orgoglio a tendermi una mano dopo essere stata la prima  a sapere che qualcosa non andava. Al di là dell'episodio che non sono fatti miei, la testa [troppo] alta ha prevalso sullo scendere sulla terra a sorreggermi quando inciampo circa dieci volte al giorno. Questo farà sì che il mio stato di assenza verso l'emotività e l'emozione aumenti a dismisura. Sono certa che le cose si sistemeranno, ma mi rammaricherò per molto di questa cosa che speravo non succedesse, e invece eccola qua. Ennesima dimostrazione del personalismo. La nasconderò in un cassetto, ben bene in fondo, finché non rimarrà solo l'eco spento della delusione vibrante di stasera. Purtroppo ho paura che mi abbia segnato. La mia fiducia totale e completa, senza guardie di sorta, si è ristretta a molti pochi enti: uno.


E quell'uno sei tu.
Tu che a solo scriverti mentre stai facendo lezione riesce a calmarmi quel tanto che basta da fare mente locale e gestirmi la situazione da qua. Non credo tu ti renda conto di quanto stai facendo. Citerei le parole di una cara signorina che mi è più vicina di molte altre persone anche se anche lei non se ne accorge, ma sarebbe plagio. Quindi, mi limiterò a versarne di mie personali. Ti devo ringraziare, ancora una volta. Credo siano quasi sei mesi che ti ringrazio, ma nonostante i kilometri nel mezzo, nonostante tutto, mi basta vederti un attimo per ristabilire contatto con l'affetto che tutti gli altri mi hanno strappato di dosso. Sto facendo un tremendo affidamento quasi muto, su di te, e devo dire che funziona. Mi stai tenendo a galla in questo appiccicoso mare di incertezza che tenta di tenermi a testa sotto. Non so neanche io come fai, ma lo fai. Ed è per questo che a te va tutta la mia fiducia, il mio amore ed il mio rispetto, tutti quanti incondizionati e persistentemente infiniti. Avevo detto che l'avrei scritto sulla carta, invece mi ritrovo ad averlo buttato giù qua, così quando dai bookmarks peschi questa pagina dispersa, avrai un mezzo sorrisetto da fare.




P.s
. Domani sarà il degno riscatto di oggi. Il mio impegno pomeridiano lo attendo con impazienza. Moltissima, impazienza.
| Nonsenso diFatacattiva @ 00:40 | |blablabla| |



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