|| lunedì, 22 ottobre 2007 ||
ore due e quarantasette antimeridiane.
Non riesco a dormire. Ho un'agitazione interiore, un senso di disagio, un qualcosa di schiacciante che mi sta togliendo ogni benché minima traccia di sonno. Presumo a causa del fine settimana appena passato. Odio i fine settimana, odio quando ho tempo per pensare, troppo tempo per pensare. Anche se TUTTI gli esponenti femminili di casa mia mi hanno amabilmente suggerito "lascialo fare finché non torna, fagli provare che effetto fa, sii più stronza." e simili sdolcinatezze, io non ce la faccio. So già che la prima cosa che farò domattina sarà andare a schiantare trenta euro sul telefono per dargli il buongiorno e dirgli che lo amo e che anche perdere una serata in lacrime di rabbia perché "fare una determinata cosa è troppo difficile" oppure "manca il tempo e quant'altro" sono frasi che mi spezzano la colonna vertebrale in due, perché io per lui mi butterei sotto il primo cazzo di treno che passa dalla fottuta stazione di campo di marte se solo mi chiedesse di farlo. Ma sono io che esagero, al solito. La mia visione totalitaria dell'amore può essere solo spiazzante. Se non mi innamoro, posso mandare a fanculo con una parola sola, anche detta a caso. Me ne sbatto, tradisco, ho plurimi amanti tutti insieme, sono la stronza numero uno in cima all'elenco delle stronze. Già fatto tutto. Ma se mi innamoro, do anche l'anima. Ammesso che esista. Starei ore a guardarlo, in quegli occhioni blu, a chiedermi come ho fatto a meritarmi questa fortuna immane. Farei tutto quello che è in mio potere fare, anche portarlo all'aeroporto alle quattro del mattino supponendo che gli faccia piacere. Però non c'è posto per le eroine romantiche. Sono troppo fottutamente schifosamente sensibile. Dov'è la rossa donna con la frusta che comandava un anno fa, su tutti e tutto? è stata affogata dalla sosia buona di Mia Wallace. Quella che sta già pensando a cosa architettare per il prossimo primo novembre, quella che le basterebbe un messaggio con scritto "sto bene,sono vivo, gli indiani non mi hanno cucinato ancora." ma che se non lo riceve si fa scoppiare il cuore sotto allo sterno a forza di attendere. Chissà se sto sbagliando tutto, o se essere me stessa mi renderà felice. In questo periodo capisco poco cosa prova, come la sta vivendo, noto solo un po' di agitazione per il giro di boa numero uno, che non verrà pubblicizzato troppo per non enfatizzare questa strana agitata sensazione che scuote il mio biondo tesoro. Anche a me fa paura pensare che sia passato già tutto questo tempo. Mi spaventa perché non riesco a capire se mi sono comportata "bene" abbastanza da meritarmelo. Penso...Spero... A parte sprazzi in cui ho dato il peggio di me. Ho un po' di paura, non vorrei che il terrore che sia "troppo", me lo portasse via. Penso che ne morirei. Per questo ho tentato di non rompere le palle, in questa cinque giorni londinese. Odio essere considerata appiccicosa, è solo che la sua presenza mi rende incredibilmente serena, e sentirlo quarantacinque secondi contati in tre giorni equivale a rendermi lo spettro inquieto di me stessa. Domani cercherò di riprendere il mio placido self-control. Intanto, oggi, ci penseranno le due ore di russo a calmarmi, come sempre. Ho solo bisogno di non pensare, di sapere che è vero che scherza come dice quando mi dice quelle cose strane che sanno mettermi i tarli in testa, perché a seguito di quelle cose, mi ammazzo di dubbi. Forse sono io che sbaglio a mostrarti l'amore che provo per te in modo così oscenamente candido e diretto, forse dovrei fare come te, forse di qua, forse di là. Non lo so. Ho bisogno di dormire un sonno tranquillo, anche se ho solo voglia di vederti.
| Nonsenso diFatacattiva @ 03:02 |
|blablabla| |
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|| lunedì, 22 ottobre 2007 ||
Del normale antipodico spazio umano.
Stasera si è verificata la prima riunione a livello di gineceo della mia squinternata famiglia. Convenenti all'evento io, mia nonna materna, mia zia e mia cugina di un anno e mezzo che però non fa testo. Materia accomunante, l'impossibilità che la Weltanschaung differisca in modo sì spaventoso tra gli esseri di sesso femminile e quelli di sesso maschile. Dissertazioni in merito, e come dice la mia Signorina Brianzola, millenni di equazione donna-cane da sterminare. Percentuale di acidità mirata nell'aria? Immane. Io con il cordless con lo sfondo arancione che a intervalli per lo più sociopatici componevo zero-zero-quattro-quattro-sette-nove-quattro-due eccetera, salvo sentirmi dire dalla signorina su vinile della Mobile World Company "the customer's phone is switched off." e altre dolcezze del genere tipo blalblalbla unavailable, con a seguire infinite strida aquiline e variopinte espressioni censurate per il variegato pubblico. Mia cugina, quella palletta innocente con gli occhioni grigi, che mi spacciava i fazzolettini di carta con quelle manine grassocce. Mia nonna che sferruzzava e mia zia sul piede di guerra, a rispolverare baluardi di femminismo adolescenziali. Perché determinate cose che secondo me sono folli, sono normali. Normali? Mbah. Generalizziamo, è meglio. Ho evinto dalle sopracitate signore che hanno più esperienza di me ciò che segue.In primis, per l'essere masculo è normale svegliarsi la mattina e trovare magicamente del cibo che si catapulti nella sua bocca a mò di fuel necessario; in caso ciò non avvenga, grugniti degni dell'orso marsicano affogheranno le vostre paupere mura. Per l'essere maschio è altresì normale vivere della-nella-con la siddetta sindrome del branco: in presenza di altri esseri masculi, egli diventa il più rozzo, il più stronzo, il più macho degli esseri piliferamente sviluppati mai visto sulla faccia della madre terra. L'idea che qualcuno possa preoccuparsi per lui non lo tange, sì che egli è strenuamente impegnato a far valere la sua virilità con mosse di natura fortemente omosessuale, se viste sotto la giusta luce. Secondo di poi, la mente del nostro essere masculo elabora un concetto alla volta: è consequenziale. Prima di preoccuparsi di un nel caso che io mi comporti in un certo modo, accadrà qualcos'altro di uguale e contrario... è più facile scendere a patti con un IO faccio. Io Tarzan, tu Jane. Poi si vedrà!Io domino su te, signora del focolare.Tzk. previsione che si rivela sempre e dico sempre solo e soltanto teoretica, poiché il potente maschio [se è latino poi, segnatevi in croce, oh mie donzelle!] non appena realizza, e qui ci torna utile il metro consequenziale, di aver fatto qualcosa che ha per qualche oscuro [nota bene, il più delle volte oscuro e non compreso] motivo fatto incazzare la pollastrella che gli sta accanto in modo erculeo, è allora che egli sbatte le ciglia pentito. Diviene mellifluo e cortese. Il grado di verità di questi sporadici comportamenti dipende da quanto iddu sappia o meno recitare. Nella mia famiglia ad esempio tutti gli esponenti maschili sono delle schiappe a raccontare stronzate, quindi i comportamenti del genere si possono riferire veritieri nonostante avvengano con scadenza di eoni.
Ora, a questo punto giunti, inseriamo nel nostro sistema fin qui semplice, che ricordiamo è:
[XY:necessità -> |ringhio primitivo e imposizione grammaticalmente basilare = uargh:io uomo.io forte| *si gratta per rendere più forte la sua ammissione di status superiore.* -> necessità esaudita.]
inseriamo, dicevo, così tanto per fare, per caso la variabile XX. Diretta discendente di Azathoth, la siddetta variabile XX, Femmina, ha l'imprescindibile caratteristica di inserirsi in un punto qualsiasi dell'algoritmo base del maschio per complicarne lo svolgimento, inserendo motivazioni che sono logiche ai più, tranne che al branco descritto più su. Il branco chiamerà tali motivazioni sindrome premestruo/rompimento di attributi ingiustificato pur non sapendo cosa significhi in realtà il primo e difficilmente [se posto di fronte ad una scissione sillogistica del problema] in grado di motivare il problema. La variabile Femmina designerà tali motivazioni in modo assolutamente compendiante e inserito all'interno di tempo,spazio,sentimenti, a-consequenziale direi, sicuramente preventivo e cozy, per dirla all'albionica, nei confronti della sua bestiuola xy nonostante essa si riveli spesso all'apparenza mordace e scontrosa, quando in realtà gongola nell'esser viziato e coccolato. Sì è sempre lui, il maschio latino forte e dominante, quello di prima. La variabile Femmina si serve di espressioni e/o atti del tipo mi preoccupo per te e/o ho piacere nel dimostrarti i miei sciocchi sentimenti zuccherosi che pur essendo superficialmente sfottuti sono intimamente apprezzati e fanno fare al coguaro della giungla fusa sonore. Ricapitolando in modo schematico:
[XX: necessità -> |metafora di natura imperscrutabile+varie accezioni di natura psicotico-sociopatica-letteraria della questione = si incazza come una bestia se non viene compresa nei suoi panegirici mentali | *urla e si agita, non vista dal referente della sua incazzatura che altresì La Asseconda.* -> Momento di oscurità dell'essere in cui le forze oscure si coalizzano con XX mettendo le sue ragioni sotto una luce fortemente ovvia -> necessità esaudita tramite assoggettamento con o senza moine dell'esponente maschio. Vittoria, anche se lui è ancora convinto in base a metriche non del tutto stabilite *aurgh.* di essere supremaziale.]
Ora, a questo punto giunti, inseriamo nel nostro sistema fin qui semplice, che ricordiamo è:
[XY:necessità -> |ringhio primitivo e imposizione grammaticalmente basilare = uargh:io uomo.io forte| *si gratta per rendere più forte la sua ammissione di status superiore.* -> necessità esaudita.]
inseriamo, dicevo, così tanto per fare, per caso la variabile XX. Diretta discendente di Azathoth, la siddetta variabile XX, Femmina, ha l'imprescindibile caratteristica di inserirsi in un punto qualsiasi dell'algoritmo base del maschio per complicarne lo svolgimento, inserendo motivazioni che sono logiche ai più, tranne che al branco descritto più su. Il branco chiamerà tali motivazioni sindrome premestruo/rompimento di attributi ingiustificato pur non sapendo cosa significhi in realtà il primo e difficilmente [se posto di fronte ad una scissione sillogistica del problema] in grado di motivare il problema. La variabile Femmina designerà tali motivazioni in modo assolutamente compendiante e inserito all'interno di tempo,spazio,sentimenti, a-consequenziale direi, sicuramente preventivo e cozy, per dirla all'albionica, nei confronti della sua bestiuola xy nonostante essa si riveli spesso all'apparenza mordace e scontrosa, quando in realtà gongola nell'esser viziato e coccolato. Sì è sempre lui, il maschio latino forte e dominante, quello di prima. La variabile Femmina si serve di espressioni e/o atti del tipo mi preoccupo per te e/o ho piacere nel dimostrarti i miei sciocchi sentimenti zuccherosi che pur essendo superficialmente sfottuti sono intimamente apprezzati e fanno fare al coguaro della giungla fusa sonore. Ricapitolando in modo schematico:
[XX: necessità -> |metafora di natura imperscrutabile+varie accezioni di natura psicotico-sociopatica-letteraria della questione = si incazza come una bestia se non viene compresa nei suoi panegirici mentali | *urla e si agita, non vista dal referente della sua incazzatura che altresì La Asseconda.* -> Momento di oscurità dell'essere in cui le forze oscure si coalizzano con XX mettendo le sue ragioni sotto una luce fortemente ovvia -> necessità esaudita tramite assoggettamento con o senza moine dell'esponente maschio. Vittoria, anche se lui è ancora convinto in base a metriche non del tutto stabilite *aurgh.* di essere supremaziale.]
Inizio ad essere sempre più basita. La cosa più assurda è che quando l'essere maschio riapparirà dopo i suoi viaggi degni di Guglielmo Tell nel mondo di Lilliputh, la donzella farà durare le sue convinzioni quel tanto che basta da imbastire la Guerra Mondiale numero seicentotredici, ma egli riuscirà sempre e comunque, in qualche modo losco e sicuramente erroneo dal punto di vista formale, a convincerla che non ha fatto niente di male. Il più delle volte, tale modo losco è la forma di intrattenimento più antica del Mondo, altre volte l'Amore, che è la cosa meno giustificabile e spiegabile, e che muove anche questa anima sciaguattata qua e là che è la Mia, quando io ero la prima a dire che non ci sarei caduta mai e poi mai e che sarei stata più forte di qualsivoglia paio di occhi azzurri.
Beh, ecco, quelleSono tutte stronzate.
| Nonsenso diFatacattiva @ 00:58 |
|blablabla| |
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|| martedì, 09 ottobre 2007 ||
I chose an eternity of this
Like falling angels
The world disappeared
Laughing into the fire
Is it always like this?
Flesh and blood and the first kiss
The first colours
The first kiss
We writhed under a red light
Voodoo smile
Siamese twins
A girl at the window looks at me for an hour
Then everything falls apart
Broken inside me
It falls apart
The walls and the ceiling move in time
Push a blade into my hands
Slowly up the stairs
And into the room
Is it always like this?

Sto bene, grazie. A tratti non troppo, ma sto bene. Certo, è martedì e a venerdì manca tanto, troppo forse nonostante siano solo tre giorni. Certo, faccio foto desaturate in partenza. Certo, l'abbandono di un anno fa ogni tanto brucia ancora,ma si sta trasformando in curiosità fredda, cinica e cattiva. Ma la mia collega talentuosa, le ore all'unifi, le ore con te* e i minuti in compagnia di me stessa, sono impagabili. Prometto di non perdere mai più il controllo come qualche giorno fa. Giova a nessuno, è così bello il tempo che possiamo passare insieme che non ho alcuna voglia di inquinarlo con le mie bizze paranoiche. Ieri mattina sorridevo, mentre mi gingillavo a lezione. T'immaginavo in compagnia di satana sotto le mie coperte bicolori, con quello sguardo assonnato ma talmente bello da non aver pari. Pensavo a cosa mi lega a te, il discorso si fa complicato, troppo. Semplicemente,tutto. Ti adoro, end of story. Per il resto, in questo periodo la mia pazienza sta continuando ad esser messa a dura prova, su qualche fronte. Ma non importa. tutto è utile alla fine, sempre più convinta. Il ventinove Febbraio si avvicina inesorabile. Non vedo l'ora di essere lì. Già mi riduco in uno stato di semi-incoscienza con metà "Pornography", figuriamoci. Va tutto bene, nel complesso. Tanto bene che temo quasi di non meritarlo. Ma voglio chiudere gli occhi e non pensare, perdermi nel respiro addormentato accanto al mio, fine.
| Nonsenso diFatacattiva @ 16:58 |
|blablabla| |
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|| giovedì, 04 ottobre 2007 ||
Mi sono fermata a pensare a poco meno di un anno fa. Sto affogando nei ricordi più belli che mai si possano avere. Vodka, assenzio, risvegli alle sei del pomeriggio, quindici novembre. Disco thrash e tu che arrossisci di me che ballo anche troppo bene, maschera di Jason e io che penso "chi è quel cretino con quella cosa che mi fa paura?". Guardarsi in viso a gennaio e decidere che per quanto imbarazzante sia, è l'ora di decidere una data d'inizio. Lei che balla da sola Lullaby dei Cure, in un angolo di casa mia. Ritrovarsi nella stessa stupida collana di perline dorate. Mi tremano le gambe. Maglia norcal, boxer hc. Gran mal di testa. Addormentarsi alle sette e mezzo e tu che te ne vai senza salutare, dopo la lotta dei biscotti. Gran mal di testa. Sorriso ebete, il mio. La terza volta che abbiamo dormito insieme. Lucca a novembre, non ho mai lavorato con tanto entusiasmo. Via N.Pisano alle sei di pomeriggio, tu che non vuoi scendere, io che mi perdo sulla fi-pi-li. La fi-pi-li col traffico, la fi-pi-li in mezz'ora, la fi-pi-li cantando a squarciagola i bloc party. Il primo bacio. Il pomeriggio delle nike, di come tutto è iniziato come un gioco. Di quanto mi brillano gli occhi. Cristo, ricordo tutto di cinquantadue settimane fa. Le stesse tracce musicali mi uccidono ancora. e ancora. Millencolin. Il fatto che tu avessi l'ombrello, la sera dei quaranta minuti di ritardo e della corsa a novanta per arrivare a santa maria novella, mi ha sempre fortemente impressionata. Assenzio, mi tremano le mani con quel cucchiaio raso fino all'orlo. La vigilia di natale. Tutto novembre dell'anno scorso. Quanto eri bello con la maglia dei betrayed. Lucca di domenica, peccato poi l'equilibrio sia rotto, lei scappata. Non importa. Ti amo, adoro di te ogni singola e minutissima parte. Sei come me, sei meglio di me. Sopravvivere ad un mese e mezzo di convivenza con mezzi economici ridicoli. Il divano di Ate a gennaio, la sveglia alle tre e mezzo del mattino. Lasciarti a dormire quando d'inverno lavoravo alle nove la mattina, e il ringraziamento scritto con l'evidenziatore arancione sulla carta igienica. L'ho tenuto. Mio dio, non riesco a non adorare tutto di te. Starti accanto anche quando c'è qualcosa che non va, i miei fine settimana a bolzano, quando avrei voluto essere solo da te. Le nottate nello studio di mio babbo, per stare a parlare su msn. Tutto, tutto, tutto. Quando sono andata a lavorare a lucca in gonna hentai in realtà solo per te dopo. "sarebbe da rivedersi domani..!" . Gnam. Un morso. Due. Oddio non posso non ricordare tutto. Scendi a san rossore e le gambe che mi tremano. Ho una fortuna sfacciata, io. Ti amo, io. Non potrei chiedere di meglio. I rientri dalle trasferte addormentata acciambellata sulle tue gambe. A volte mentre dormi ti guardo, biondo e bellissimo e con quel sorriso da gatto. Ti adoro, non cambierei mai niente di te. La nottata in piedi fino a mattina, con i joy division nelle orecchie. Mi stai dando la voglia di vivere. Ti dovrei ringraziare all'infinito. Ancora mi tremano le gambe e mi si attorciglia lo stomaco, nei secondi immediatamente prima di vederti, lo sai? Sarà sempre così, tu ed io non diventeremo mai come gli altri, non ci ridurremo mai ai minimi termini. Siamo troppo uguali, ed è tutto troppo perfetto. Tua.
| Nonsenso diFatacattiva @ 00:46 |
|blablabla| |
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