|| giovedì, 24 gennaio 2008 ||
L'apoteosi dell'Unifi.
Rocìo Vida Garcia, non so ancora quale sia il nome, esame 6CFU Lingua Spagnola.
Rocìo Vida Garcia, non so ancora quale sia il nome, esame 6CFU Lingua Spagnola.
Trafelata come una disperata, in ritardo, con i capelli che sgusciano via dal becco argentato apposito per tenerli in ordine o almeno fare finta, varco la soglia di Santa Reparata a passo dell'oca. L'inserviente dorme, non così per dire, Dorme. Lo sveglio tossicchiando, conscia del fatto che se sono le 12.27 e l'appello è alle 12.30 sono definitivamente fottuta perché orientarsi lì dentro è impossibile. Mi risponde con un grugnito dicendo Aula 4 e poi ripiombando tra le braccia di Morfeo. L'aula quattro la trovo, ma è gremita di gente dei più disparati settori. Anche la tizia con la frangia viola che ormai è lilla spento stinto. Mi riconosce. Ottimo. Attacco bottone per scoprire qualcosa di più sul programma. Ovviamente è all'oscuro di tutto. Ore 12.50, giungono incazzate come bestie perché all'appello c'è troppa gente e l'aula è zeppa, le altre tre lettrici. Rocìo 'sto cazzo non si vede. Annamobbene. Ci abbaiano contro NIENTE DIZIONARI e già inizia a serpeggiare la rivolta. Ai cinesi li fanno tenere i dizionari, anvedi 'sti musi gialli quanto si sono evoluti. Stupidi cinesi, mi attendono oggi alle ore 14. Maledetti. Ma è un altro discorso. Il testo in questione è una letteruccia che spregia gli spagnoli tirando fuori i peggiori luoghi comuni. E vabbé. Le domande di comprensione sono più che banali. L'esercizio due è la morte: "scrivi un fottuto testo sui luoghi comuni del tuo paese". Ah ecco. Il dizionario? No no senza. Come senza scusi? Eh sì senza. Evvivas las unifis. Maledetti infami. Ci scrivo due tre quattrocento quinientos cazzate sui mammoni, pizza pasta y mandolino, il latin lover, la musica clasìca, insomma riempio una pagina. Mi lascio dietro vagonate di accenti ma non importa. Termino right on time, anche mentalmente provata ammettiamolo. Consegno alla lectora sconosciuta e oso chiedere.. "mmmhh ma i risultati?" "Ahhhh no sé yo non sono vostra insegnante no sé no sé, tra màs de due semanas!" Ma tra màs de dos semanas che cosa, che tra tredici giorni c'è il secondo appello? La presenza si dilegua lasciandomi basita. Non so dove, se, come e quando verranno appesi i risultati. Non so se, dove, come e quando verbalizzerò (sempre che ci sia da verbalizzare, magari le mie cazzate istrioniche son pure piaciute ed erano scritte in grammatica appena passabile,mah!) né so se vedrò mai la capelluta Rocìo Vida. Che invece di trenta ore di lezione ne ha fatte venti. Ma ha dato l'esame lo stesso. Poi mi dicono che los espanoles no son descanzados. MAH.
| Nonsenso diFatacattiva @ 00:33 |
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|| martedì, 22 gennaio 2008 ||
Segni di redenzione per la settimana meno sana dell'anno. A parte che devo leggere un trecentinaio di pagine sui ramapitechi del sabattini santangelo (volutamente minuscolo) di cui cento sono sul paleolitico e il pleistocene in Cina (...), ho appena finito le quaranta fottute pagine di Idema Haft. Domani ho un esame di spagnolo che mi fa ridere, ma non so se ridere per non piangere o quant'altro.
"scusi ma tra por e para c'è differenza?"
"sì ma non importa che la sappiate".
Scambio di battute avvenuto tra la profesora Rocìo Vida e una sottospecie di matricola. Ho sghignato quaranta minuti e se ci ripenso sghigno ancora. Lasciamo fare. Sopravvissuta con onore, un ventinove e una crisi di panico che m'ha mozzato le parole in gola alla traduzione per colpa dell'ufficio di slavistica che è grande come una scatola da scarpe. Lingua Russa Odin è dalla mia parte. Ottimo. Ora mi rimangono questi due scogliucci e poi imparare di nuovo da capo cinese, perché se non lo do a Giugno mi autofaccio schifo. Non divaghiamo. Ieri sera sono venuta in possesso di documenti alquanto importanti, indivulgabili ma importanti. Ecco, diglielo, fagli una domanda PRECISA. Dico solo questo, è meglio.
Stamani risveglio dieci-e-lode con i Turbonegro di sottofondo, il caffè sul fuoco per circa un'ora e quant'altro. Ringrazio sentitamente, sìsìsì. Giorni strani, si alterna fasi di umore a terra a fasi di picchi assurdi. Però il vestito a righe sbrilluccichenti è figo. Domani trasferta, devo andare a dare un'extra dose di affetto, anche se fai finta che sia un fastidio appiccicomieloso, so che in questo momento ne hai un gran bisogno.
Ora torno dai fottuti dimostrativi. Non imparerò mai a cosa serve eso.Giovedì trasferta per altri motivi? Po' esse'.
"scusi ma tra por e para c'è differenza?"
"sì ma non importa che la sappiate".
Scambio di battute avvenuto tra la profesora Rocìo Vida e una sottospecie di matricola. Ho sghignato quaranta minuti e se ci ripenso sghigno ancora. Lasciamo fare. Sopravvissuta con onore, un ventinove e una crisi di panico che m'ha mozzato le parole in gola alla traduzione per colpa dell'ufficio di slavistica che è grande come una scatola da scarpe. Lingua Russa Odin è dalla mia parte. Ottimo. Ora mi rimangono questi due scogliucci e poi imparare di nuovo da capo cinese, perché se non lo do a Giugno mi autofaccio schifo. Non divaghiamo. Ieri sera sono venuta in possesso di documenti alquanto importanti, indivulgabili ma importanti. Ecco, diglielo, fagli una domanda PRECISA. Dico solo questo, è meglio.
Stamani risveglio dieci-e-lode con i Turbonegro di sottofondo, il caffè sul fuoco per circa un'ora e quant'altro. Ringrazio sentitamente, sìsìsì. Giorni strani, si alterna fasi di umore a terra a fasi di picchi assurdi. Però il vestito a righe sbrilluccichenti è figo. Domani trasferta, devo andare a dare un'extra dose di affetto, anche se fai finta che sia un fastidio appiccicomieloso, so che in questo momento ne hai un gran bisogno.
Ora torno dai fottuti dimostrativi. Non imparerò mai a cosa serve eso.Giovedì trasferta per altri motivi? Po' esse'.
| Nonsenso diFatacattiva @ 15:37 |
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|| venerdì, 18 gennaio 2008 ||
Now that you're mine, we'll find a way of chasing the sun.

Let me be the one who shines with you, and we can slide away.

Let me be the one who shines with you, and we can slide away.
St. James Park. July 1st 2007.
Ogni volta che ti ho accanto, è come la prima volta che siamo scoppiati a ridere senza motivo. Come quando ho spento "Road to Perdiction" la sera del quindici Novembre, perché il perché lo sappiamo solo io e te. Come quella notte freddissima di Gennaio, fatta di divani scomodi e promesse poi mantenute. Ogni volta è come quando ho posato lo sguardo prima su quella spilletta argentata anziché guardarti in faccia, quando sei apparso dopo essere uscito dalla parte sbagliata della stazione. Ogni volta è come quella foto terribilmente spontanea fatta da qualcuno nel delirio più che totale. Ogni volta è così e sarà così, finché tu lo vorrai. La mia promessa, il mio impegno,è essere la causa del tuo sorriso. Almeno un decimo di quanto tu lo sei del mio.
Ogni volta che ti ho accanto, è come la prima volta che siamo scoppiati a ridere senza motivo. Come quando ho spento "Road to Perdiction" la sera del quindici Novembre, perché il perché lo sappiamo solo io e te. Come quella notte freddissima di Gennaio, fatta di divani scomodi e promesse poi mantenute. Ogni volta è come quando ho posato lo sguardo prima su quella spilletta argentata anziché guardarti in faccia, quando sei apparso dopo essere uscito dalla parte sbagliata della stazione. Ogni volta è come quella foto terribilmente spontanea fatta da qualcuno nel delirio più che totale. Ogni volta è così e sarà così, finché tu lo vorrai. La mia promessa, il mio impegno,è essere la causa del tuo sorriso. Almeno un decimo di quanto tu lo sei del mio.
| Nonsenso diFatacattiva @ 18:08 |
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|| venerdì, 18 gennaio 2008 ||
Quelle merveille. Mi basta un messaggio per farmi rotolare i lacrimoni di gioia/esplosione emotiva. Oh sì. Perché io, da troppissimi mesi a questa parte, sono stata letteralmente sopraffatta dal dolore altrui. Mi è entrato addosso, il dolore altrui. Mi ha tolto il sorriso. Mi ha messo dubbi di ogni natura. Mi ha fatta essere semplicemente insopportabile. Adesso che non c'è più o comunque sta piano piano allentando la morsa, me ne rendo conto. Chiunque altro mi avrebbe buttata giù dal London Bridge oppure fatta a pezzi e sotterrata in giardino, anziché asciugarmi gli occhi e dirmi "andiamo a comprare un ghiacciolo all'arancia e poi ti porto a vedere dove abitavo prima". Domenica pomeriggio di sole. Nessuno passeggia per le viuzze di Shadwell tranne me e te. Solo ora mi rendo conto di quanto sia stata ingestibile, di quanto facilmente avresti potuto sbarazzarti di me se tu lo avessi voluto. Invece di uscire a rubare la rosa ai vicini. Se alzo gli occhi la vedo, appesa a testa in giù nella mia personale hall of fame dei cimeli. Quella sera ho avuto paura che tu sparissi, quando te ne sei andato a corsa giù per le scale sbattendo la porta. Ho tenuto la testa stretta tra due cuscini quasi fino a farmi mancare l'aria, salvo poi fingermi impegnatissima a fare qualcosa quando ho sentito la chiave nella porta.
Tutto ciò potrebbe benissimo non essermi successo, d'altronde c'eravamo solo io e te. Chi lo sa. So solo che d'un colpo mi sono resa conto di Quanto fai per me, e ho incredibilmente bisogno di dimostrarti quanto io te ne sia grata. Ore due e quarantasei, buonanotte Amore Mio.
Tutto ciò potrebbe benissimo non essermi successo, d'altronde c'eravamo solo io e te. Chi lo sa. So solo che d'un colpo mi sono resa conto di Quanto fai per me, e ho incredibilmente bisogno di dimostrarti quanto io te ne sia grata. Ore due e quarantasei, buonanotte Amore Mio.
| Nonsenso diFatacattiva @ 02:46 |
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