|| giovedì, 25 dicembre 2008 ||
it's like a checked into rehab,
'cause baby you're my disease.
'cause baby you're my disease.
Bonsoir. Sono sul satollo andante. Non mangiare per due giorni è stato propizio, il mio nonnino mi ha distrutta con un pranzo veggie-friendly niente male. Mia sorella è in gran forma, i miei hanno adorato il mio regalo. Che altro? Ma che ne so, sono Felice. Stasera Madagascar 2. Mi fa fatica scrivere. Volevo solo dire due cazzate in realtà, ah-ah. Devo smetterla di ascoltare Rihanna. Vado alla stazione, devo recuperare il regalo più grande di tutti, gneh gneh. Lo so, quando sono Contenta ne va della mia ispirazione. Ma che mi frega! :D
Ps. Il netbook della Toshiba è una creatura divina.

Ps. Il netbook della Toshiba è una creatura divina.

| Nonsenso diFatacattiva @ 17:22 |
|blablabla| |
||| _____________________________________ я подрывная.внимание!
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|| mercoledì, 24 dicembre 2008 ||
Oggi è un giorno tanto tanto tanto importante.
Perché tornare a respirare dopo sette mesi di apnea è impagabile.
Quasi quanto tornare a sentir battere il proprio cuore.
Mi sei mancato uno sfacelo.
Ma proprio tanto. Ora, solo noi.

Ah, à propos..Auguri a tutti,da me & Armando. Gneh.
Perché tornare a respirare dopo sette mesi di apnea è impagabile.
Quasi quanto tornare a sentir battere il proprio cuore.
Mi sei mancato uno sfacelo.
Ma proprio tanto. Ora, solo noi.

Ah, à propos..Auguri a tutti,da me & Armando. Gneh.
| Nonsenso diFatacattiva @ 23:20 |
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||| _____________________________________ я подрывная.внимание!
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|| venerdì, 19 dicembre 2008 ||
La grrrrrande corsa ai Regali di Natale.
Non prendetemi per puntigliosa & vanagloriosa, ma quest'anno ho regalato Emozioni.
In qualche modo, non so come, forse grazie all'indegno stato di catarsi generato dall'insonnia, sono riuscita a far sì che ogni pacchetto con l'etichetta che porta il mio nome nel mittente, sia un po' come la Madeleine di Proust.
E la cosa a dir poco inquietante, è che ho speso molto meno del solito, molto meno di quanto un Natale Consumistico come quello a chiudere questo inquietante anno duemilaotto, mi avrebbe portato a pensare. E ho sistemato Tutti. Rievoco vecchi spiriti pungolanti del Prog italiano in chi una volta era un bassista barbuto, faccio viaggiare lontano attraverso i miei occhi i quattro mentori che mi hanno cresciuta, dedico ai miei biologici padre&madre un anno di fatiche artistiche, mi passo le nottate in linea diretta con El Valle, Wisconsin, per strappare un sorriso, acquisto segnalibri catartici e quant'altro. Stavolta in ogni mio movimento c'è della studiata dietrologia, mani che adornano sapientemente oggetti al fine di farli diventare mezzi per ricordare qualcosa di sotterrato sotto metri di zucchero a velo tossico modalità neve post-apocalittica by Sigur Ros. E tutto questo, e qui viene la parte interessante, lo faccio da lucida. Non ottenebrata dalla calcarea visione del Natale-per-forza.
Fosse per me, lo farei anche uno qualsiasi di quegli altri stupidi trecentosessantaquattro giorni dell'anno, è solo che in questo periodo sono maggiormente ispirata. Che altro?
Mi sono regalata l'ultimo libro di Jonathan Coe solo perché la quarta e quinta parola della prima riga della quinta di copertina erano "The Smiths". Sìsì, quelli. E' stato amore folgorante in Libreria. E non dimentichiamoci che sopra la mia spalla veglia un vinile violetto datato 1984, per l'appunto il self-titled del mio Dio e dei suoi augusti compagni, che mi è stato fatto trovare dietro al sedile di una macchina, quando immaginavo di trovarci qualsiasi altra cosa al mondo ma non quello. Ho ancora un po' paura a parlare di questo, fatemi aspettare ancora una settimanetta. Ancora un po' tremo, ancora un po' ho il terrore fottutissimo di cadere. Ma si sa, quando sei già caduto e ti sei troncato anche buona parte dei denti, nell'atterrare, è più plausibile avercelo. E' come un retrogusto amaro ed appiccicoso al palato, che mi impedisce di bere a sorsate piene per il momento, quanto di più dolce ho davanti, nel bicchiere. Ci sto lavorando eh, comunque. Ci sto lavorando come non mai, e quasi non tremo più. Quasi.
Quasi eh. Però dai. Ho anche bene bene mascherato le reazioni inquietanti che mi hanno provocato Agnelli & soci ormai una settimana fa su Questo Pezzo:
Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai.
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va.
Giù nella città, dove ogni strada sa
Condurre sino a te e io no.
Sì, è vero, mi sono alienata di brutto e sono diventata ancora più piccola e nanetta mentre questi cantavano, per uno specifico motivo del cazzo, peraltro, perché nel momento in cui ho raggiunto l'intera catarsi del mio dolore, dei miei sospetti, dei miei graffi all'anima, una domenica notte di Maggio già troppo calda in cui stavo con le mutande degli Aristogatti e la maglia con la Grande Onda di Hokusai, acciambellata sulla mia sedia a ripulire il mio rantolante disco C:/, in sottofondo c'era questa. Proprio questa. Proprio questa mentre mi imbattevo in quanto avrebbe frantumato a granelli piccolissimi la me stessa che conoscevo fino ad allora, proprio questa mentre due lacrime mi scendevano giù lungo il viso e bruciavano, prima di ogni fiato roco che si facesse strada lungo i cunicoli dei polmoni contratti. Io non tremo, è solo un po' di me ch se ne va. Solo che "di me" se ne è andata tutta, Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye Bombay, insomma.
Come al solito, empatia artistica del cazzo. Provate voi a resistere al cuore che si spezza in settecentosessantasei frantumi disuguali, mentre qualcuno continua fregandosene dei tuoi singhiozzi a declamare:
Sai Mimì che la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l'anima più dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura.
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va.
Boh come siamo arrivati a parlare di questo? Ah già, il concerto degli Afterhours.
Alla fine 18 euro spesi bene, per capire che è arrivata l'ora di tornare al Mondo.

Non prendetemi per puntigliosa & vanagloriosa, ma quest'anno ho regalato Emozioni.
In qualche modo, non so come, forse grazie all'indegno stato di catarsi generato dall'insonnia, sono riuscita a far sì che ogni pacchetto con l'etichetta che porta il mio nome nel mittente, sia un po' come la Madeleine di Proust.
E la cosa a dir poco inquietante, è che ho speso molto meno del solito, molto meno di quanto un Natale Consumistico come quello a chiudere questo inquietante anno duemilaotto, mi avrebbe portato a pensare. E ho sistemato Tutti. Rievoco vecchi spiriti pungolanti del Prog italiano in chi una volta era un bassista barbuto, faccio viaggiare lontano attraverso i miei occhi i quattro mentori che mi hanno cresciuta, dedico ai miei biologici padre&madre un anno di fatiche artistiche, mi passo le nottate in linea diretta con El Valle, Wisconsin, per strappare un sorriso, acquisto segnalibri catartici e quant'altro. Stavolta in ogni mio movimento c'è della studiata dietrologia, mani che adornano sapientemente oggetti al fine di farli diventare mezzi per ricordare qualcosa di sotterrato sotto metri di zucchero a velo tossico modalità neve post-apocalittica by Sigur Ros. E tutto questo, e qui viene la parte interessante, lo faccio da lucida. Non ottenebrata dalla calcarea visione del Natale-per-forza.
Fosse per me, lo farei anche uno qualsiasi di quegli altri stupidi trecentosessantaquattro giorni dell'anno, è solo che in questo periodo sono maggiormente ispirata. Che altro?Mi sono regalata l'ultimo libro di Jonathan Coe solo perché la quarta e quinta parola della prima riga della quinta di copertina erano "The Smiths". Sìsì, quelli. E' stato amore folgorante in Libreria. E non dimentichiamoci che sopra la mia spalla veglia un vinile violetto datato 1984, per l'appunto il self-titled del mio Dio e dei suoi augusti compagni, che mi è stato fatto trovare dietro al sedile di una macchina, quando immaginavo di trovarci qualsiasi altra cosa al mondo ma non quello. Ho ancora un po' paura a parlare di questo, fatemi aspettare ancora una settimanetta. Ancora un po' tremo, ancora un po' ho il terrore fottutissimo di cadere. Ma si sa, quando sei già caduto e ti sei troncato anche buona parte dei denti, nell'atterrare, è più plausibile avercelo. E' come un retrogusto amaro ed appiccicoso al palato, che mi impedisce di bere a sorsate piene per il momento, quanto di più dolce ho davanti, nel bicchiere. Ci sto lavorando eh, comunque. Ci sto lavorando come non mai, e quasi non tremo più. Quasi.
Quasi eh. Però dai. Ho anche bene bene mascherato le reazioni inquietanti che mi hanno provocato Agnelli & soci ormai una settimana fa su Questo Pezzo:
Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai.
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va.
Giù nella città, dove ogni strada sa
Condurre sino a te e io no.
Sì, è vero, mi sono alienata di brutto e sono diventata ancora più piccola e nanetta mentre questi cantavano, per uno specifico motivo del cazzo, peraltro, perché nel momento in cui ho raggiunto l'intera catarsi del mio dolore, dei miei sospetti, dei miei graffi all'anima, una domenica notte di Maggio già troppo calda in cui stavo con le mutande degli Aristogatti e la maglia con la Grande Onda di Hokusai, acciambellata sulla mia sedia a ripulire il mio rantolante disco C:/, in sottofondo c'era questa. Proprio questa. Proprio questa mentre mi imbattevo in quanto avrebbe frantumato a granelli piccolissimi la me stessa che conoscevo fino ad allora, proprio questa mentre due lacrime mi scendevano giù lungo il viso e bruciavano, prima di ogni fiato roco che si facesse strada lungo i cunicoli dei polmoni contratti. Io non tremo, è solo un po' di me ch se ne va. Solo che "di me" se ne è andata tutta, Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye Bombay, insomma.
Come al solito, empatia artistica del cazzo. Provate voi a resistere al cuore che si spezza in settecentosessantasei frantumi disuguali, mentre qualcuno continua fregandosene dei tuoi singhiozzi a declamare:
Sai Mimì che la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l'anima più dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura.
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va.
Boh come siamo arrivati a parlare di questo? Ah già, il concerto degli Afterhours.
Alla fine 18 euro spesi bene, per capire che è arrivata l'ora di tornare al Mondo.

Morire un venticinque, un altro venticinque tornare a vivere.
Sette mesi di apnea e ipossia sono sufficienti, suppongo, mh?
Che curiosi corsi e ricorsi di due numeri uguali, poi come si fa a non crederci?
Io voglio solo che quest'anno finisca. E che qualcuno me lo asporti dalla memoria.
Che curiosi corsi e ricorsi di due numeri uguali, poi come si fa a non crederci?
Io voglio solo che quest'anno finisca. E che qualcuno me lo asporti dalla memoria.
| Nonsenso diFatacattiva @ 22:42 |
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|| venerdì, 19 dicembre 2008 ||
"Vivi al contrario...Però vivi!" [cit.]
L'Ikea mi deve dei danni morali.
Le sue comodissime poltrone da nerdeggiamento hanno causato la totale e completa inversione dei miei fottutissimi bioritmi. Peggio di sempre, peggio del solito, peggio diobono. Che ore solo ve lo dice il finale di questo rapido aggiornamento, comunque sono le cinque e cinque antimeridiane, ormai sono un fottuto animale notturno QUINDI invece di ascoltare Nantes a ruota e fare diciottomila e passa a geochallenge, causandomi l'odio di chi ha creato tale citazione, e sta per l'appunto intorno ai tredicimila,mi metto a lavorare alle foto da consegnare per natale. Volutamente minuscolo. Latte e miele in una mano, occhiali sul naso, copertina di pile sulle gambine,e Sacro Strumento Aperto che mi porta via mezza ram e oltre. Voglio un pc nuovo, con questo non posso fare i record coi giochini di facebook perché si incricca e mi porta via tempo. Troppo. -.-
Update delle sedici e diciassette.
Sono ancora Viva e Sveglia. Non ci si crede.
Ho fatto praticamente tutto, incluso imbattermi in un NetBook Toshiba che già amo e prima o poi deve venire a casa con me. E io lo voglio, uffa. Ora pianto i piedi per terra come mia sorella (alla quale ho regalato il puzzle di Wall-E, sono troppo buona,IH!), con lei funziona, perché con me non dovrebbe?
Sto avendo dei "problemi" con "Amarti, Rispettarti" dei Sottotono. Ssssssssì. Sssì ecco. Ora la spengo. Anzi no. Non la spengo, mi ci sfracello il cervello.
Le sue comodissime poltrone da nerdeggiamento hanno causato la totale e completa inversione dei miei fottutissimi bioritmi. Peggio di sempre, peggio del solito, peggio diobono. Che ore solo ve lo dice il finale di questo rapido aggiornamento, comunque sono le cinque e cinque antimeridiane, ormai sono un fottuto animale notturno QUINDI invece di ascoltare Nantes a ruota e fare diciottomila e passa a geochallenge, causandomi l'odio di chi ha creato tale citazione, e sta per l'appunto intorno ai tredicimila,mi metto a lavorare alle foto da consegnare per natale. Volutamente minuscolo. Latte e miele in una mano, occhiali sul naso, copertina di pile sulle gambine,e Sacro Strumento Aperto che mi porta via mezza ram e oltre. Voglio un pc nuovo, con questo non posso fare i record coi giochini di facebook perché si incricca e mi porta via tempo. Troppo. -.-
Update delle sedici e diciassette.
Sono ancora Viva e Sveglia. Non ci si crede.
Ho fatto praticamente tutto, incluso imbattermi in un NetBook Toshiba che già amo e prima o poi deve venire a casa con me. E io lo voglio, uffa. Ora pianto i piedi per terra come mia sorella (alla quale ho regalato il puzzle di Wall-E, sono troppo buona,IH!), con lei funziona, perché con me non dovrebbe?
Sto avendo dei "problemi" con "Amarti, Rispettarti" dei Sottotono. Ssssssssì. Sssì ecco. Ora la spengo. Anzi no. Non la spengo, mi ci sfracello il cervello.
Tanto poi quelli che mentono sai che raccolgono, ci seminano non danno vita mai, ti chiedo di credere in me . . . credere in me, chiedere a me . . . chiedere a me, per ogni dubbio su storie che in giro sentirai, la gelosia da fiato alle bocche degli stupidi ed ogni bugia è per farci allontanare, fidati di me, puoi fidarti per darti tutta, voglio, voglio solo quel che vuoi anche tu.
Ho sempre sognato di stare con te e adesso che accade davvero, non permetterò a nessuno di mettersi fra noi, tu tutto il mio tempo è per te è molto semplice io amo te e nessuno sa cosa vuol dire...
Ho sempre sognato di stare con te e adesso che accade davvero, non permetterò a nessuno di mettersi fra noi, tu tutto il mio tempo è per te è molto semplice io amo te e nessuno sa cosa vuol dire...
CIAO IO VADO A CASA. DEI MIEI. A ROMPERE LE PALLE PER IL NETBOOK.
E' meglio.
E' meglio.
| Nonsenso diFatacattiva @ 05:07 |
|blablabla| |
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