|| lunedì, 29 giugno 2009 ||
Dov'ero un anno fa a quest'ora?




Se non erro, a Urbino. A fare la Spice Girl.


Comunque, ho questa mania compulsiva di controllare ogni tanto che cosa succedeva esattamente un anno fa nella mia vita. Se rileggo gli archivi di Giugnoduemilaotto e ci rifletto a cinquantadue settimane di distanza, do di nuovo ragione a Faber in "Volta la carta" mentre depreco totalmente l'acquisto dei Cheap Monday tonalità verde menta. E ancora mi gaso per aver preso trenta e lode a letterature slave comparate dopo aver studiato una sola settimana e soprattutto aver visto i Marlene Kuntz, il rhum, il fumo e l'alba della mattina dopo i Marlene Kuntz tra lenzuola appallattolate e fatte a brandelli, più o meno metaforicamente. Ad un anno di distanza, rimane la necessità folle di scappare in treno, che molto presto verrà soddisfatta, e l'essere incasinata con gli esami. Del resto non c'è niente. Rimane ancora la 400D anche, maledetti fondi pecuniari inesistenti, ho voglia di cambiare corpo macchina. Del resto, niente o quasi. Rimane la besHtia, e Simona. Ovvero parte della BdM. Non sono rimasta io, quella che ero, e mi incuriosisce perché boh. Però mi incuriosisce. Se ne vanno centimetri di capelli, si affina l'occhio fotografico, si firmano verbali universitari, si prendono aerei e si scappa in Centro America, si impersonano Moz & Marr e si vedono un'altra volta i Cure. Poi? Boh. Cosa si farà da domattina non lo so, di sicuro ci si muove nel descrivere moja komnata, poiché Martedì c'è l'orale di Russo II e il senso di responsabilità latita. Qualcuno mi dice perché l'essere umano tende verso l'autoanalisi distruttiva, praticamente sempre? Ma anche boh.
| Nonsenso diFatacattiva @ 02:42 | |blablabla| |



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|| mercoledì, 24 giugno 2009 ||
                                                  Sarebbe splendido, Amare veramente

                                                                   Riuscire a farcela. E non pentirsi mai.

Non è impossibile pensare un altro mondo
Durante notti di paura e di dolore
Assomigliare a lucertole nel sole
Amare come Dio
Usarne le parole
Sarebbe comodo
Andarsene per sempre
Andarsene da qui
Andarsene così.




Se becco lo stronzo che ha codificato le relazioni interpersonali giuro che gli stronco i denti a bicchierate, dopo aver rotto il bicchiere in merito contro un muro. Sarebbe meglio fidarsi del sole che gira mangiandosi l'ombra, del vento che scompiglia i capelli, dell'acqua che scende nella gola dopo aver bagnato labbra che hanno visitato posti nuovi. O forse no. Boh.

| Nonsenso diFatacattiva @ 00:15 | |blablabla| |



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|| domenica, 21 giugno 2009 ||


siamo fatti come nuvole...
che nel cielo si confondono.






Cosa vuoi da Me?
E' normale essere alle tre di una domenica mattina pre-esame qualsiasi ad ascoltare Bersani, in un casino mentale di tutto rispetto, con nello stomaco una crèpe, un seabreeze (meglio noto come vodka lampone e ananas) e tot pasticche di lansox che ci galleggiano sopra, come unico quantitativo di sostanze ingerite nelle ultime ventiquattro ore? Ma anche boh. Ma anche no, vero? Eppure...

Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me?
Siamo fatti come nuvole che nel cielo si confondono...
fino a quando arriva il vento dell'est,
inevitabilmente si dividono.
Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa.


Pensavo a quanto in fretta si interlacciano le vite di più persone, quanto poco basta a creare sciocche coincidenze che non ti lasceranno mai più in pace per il semplice fatto di essersi verificate. Inoltre mi domandavo perché noi esseri umani pensiamo così spesso ai particolari che attanagliano le nostre immagini mentali. Rivolo di fumo di sigaretta, un gesto come un altro, un colpo di vento, qualsiasi cosa cambia assolutamente latitudine emozionale in tempo zero, al momento giusto. Sperando sempre sia quello giusto. Non so, mi devo dare un contegno, sto somatizzando il contingente. Boh, ma anche boh.

Come sempre le mie dita ticchettano troppo velocemente, i polmoni cercano nicotina e lo stomaco rifiuta di ingerire solidi. E ora anche liquidi. La testa mi fa schifosamente male. Ma è un male di bene, vuol dire che funziona. Sono ancora capace di sovvertire tutto con uno schiocco di dita? Spero fortemente di sì. Tanto.
| Nonsenso diFatacattiva @ 03:08 | |blablabla| |



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|| giovedì, 18 giugno 2009 ||
Roma - 16 Giugno 2009. Olimpico e Dintorni.



Se il fato sta giocando a Yatzee con me e con tutto quanto, è solo colpa(?) delle suore sovraesposte che vedete nella prima riga. In realtà la percezione distorta potrebbe essere data dalla boccia di rossa trincata durante il viaggio di andata, ma son dettagli microscopici. Che cazzo succede, perché tutto il disegno perverso del Dio (o del Mago Gabriel, che sono poi la stessa persona) sta prendendo curiosamente forma ora in questo esatto istante? Perché succede sempre tutto a S.G. in Laterano? Perché le metro son sempre piene? Perché io e la Simo in foto siamo uguali, a parte il colore di capelli? Perché le suore passavano di lì? Perché i Depeche Mode sono così terribilmente Bravi? Perché ascolto Jason Mraz?


NON LO SO.
Però l'aria che si respira a Roma è sempre sconvolgentemente bella.
| Nonsenso diFatacattiva @ 20:53 | |blablabla| |



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