Let's dance little stranger
Show me secret sins
Love can be like bondage
Seduce me once again
[...]

Come on little stranger
There's only one last dance
Soon the music's over
Let's give it one more chance
Won't you dance with me
In my world of Fantasy...?
Avete presente quando da piccoli non si andava a scuola perché le maestre facevano sciopero, o perché la mamma aveva l'influenza e non ci poteva portare in macchina, o semplicemente perché faceva troppo freddo e allora rimanevamo a dormire sotto le coperte invece di andare a scuola a fare i Tangram, a mescolarci con i bambini bifolchi e a rimanere inchiodati otto ore in un'aula che sapeva di aria chiusa e arance sbucciate nella migliore delle ipotesi? La sensazione fantastica del poter invece restare chiusi nel proprio micromondo perfetto, a disegnare o a guardare la nonna cucinare mentre la mattinata scorreva via e pensare a quegli sfigatelli nani coetanei impegnati in attività socialmente fastidiose, mentre noi (mi domando poi perché io stia usando la prima persona plurale, ma in realtà lo so benissimo: finalmente la mia ispirazione contorta non ha un solo ricevente ovvero ME, bensì DUE di cui uno Bellissimo, ndr) ascoltavamo il trillo del radiogiornale di mezzogiorno e mezzo, monito che da lì a massimo una mezzoretta si sarebbe stati a tavola, davanti a qualcosa di sicuramente buonissimo. Ecco, quella sensazione lì. Sono ventidue giorni che vivo in un mondo mentale parallelo che ci somiglia tremendamente. Mi sveglio -con gravi difficoltà a mettere a fuoco, maledetta ipermetropia- e prima di posarsi sulla finestra con gli infissi bianchi e le goccioline di condensa, lo sguardo mi si posa su Quel Sorriso a pochissimi centimetri di distanza. Allungo la mano per sincerarmi che intorno al Cheshire Smile ci sia effettivamente anche il resto del noto Felino, la punta delle dita percorre un percorso familiare lungo la forma delle sopracciglia, scivolando sulla tempia, appoggiandosi sulle labbra per finire a disegnare un semicerchio in mezzo alle clavicole. A quel punto, quando mi rendo conto che effettivamente C'è e il più delle volte è già sveglio e mi sta piantando gli occhi nell'anima come se fossero armi da taglio, mi sveglio definitivamente. E il cuore mi scoppia sotto lo sterno, mentre continuo a mappare in punta di dita centimetri di pelle che ricoprono tutto quello che è Mio, mentre arruffo ciuffi di capelli scuri e morbidissimi, mentre realizzo di essere in vacanza anche oggi dalle brutture del mondo, e mi perdo ad ascoltare un tututututum tachicardico.
Non c'è scadenza, non c'è impegno, niente che tenga a Quelle Labbra quando azzerano la distanza di sicurezza dalle mie. Manciate di decine di minuti mi scompaiono dal quadrante dell'orologio, finendo chissà dove. A dir la verità, ore intere se ne vanno da qualche parte mentre intreccio le mie mani ad altre due mani bellissime, mentre soffio canzoni dei Beatles a distanza estremamente ravvicinata, mentre scivolo in una qualche altra parte di mondo parallelo che non è qui e non è neanche da nessun'altra parte. Sono in vacanza perenne dallo schifo, dalla mediocrità, dall'artifizio umano che porta la gente a rendersi semplicemente ridicola. Guardo, guardiamo anzi, dall'alto le formiche di La Fontaine, e già che ci siamo ci passiamo anche sopra col lanciafiamme. La gentucola e i suoi mezzucci di supremazia mentale sugli altri sinceramente non mi riguardano, ho tutto quello che mi fa impazzire di gioia nel ristretto perimetro di una piazza e mezzo, fiorentina o pisana che sia. E a partire da queste basi anche creare torte di compleanno dell'ultimo minuto con il puré in busta per utilizzarne la fecola, peperoncino e cioccolato senza dire a nessuno gli ingredienti segreti, anche passare una serata ad essere guardati male da chi non è dove sono Io adesso, anche arrampicarmi sul bancone del Siddharta per farmi mordere un labbro credendo che fosse un cubetto di ghiaccio, anche fare la lavatrice, cambiare le lenzuola, fare la doccia, fare la Doccia, guidare centoquattro chilometri alle sei e mezza del mattino e stampare un bacio di "break a leg!" nella reception di un'università americanbolognese senza starsi tanto a chiedere COME sono arrivata fino a lì quando un mese fa la mia vita era il chaos, anche girare con i polsi ammanettati e le catenelle a vista facendo girare i Bifolchi emiliani, anche rimanere incastrati nel traffico ztl del capoluogo di regione oltreappenninica, anche sporcarsi la faccia di impasto di torta e poi toglierla in modo più o meno ortodosso, anche uscire indossando corde che stringono e togliersele dieci ore dopo, anche indossare abiti coordinati al solo fine di essere Belli e Dare Noia, anche addormentarsi sentendo le storie sulla spia illuminista Rupert o facendosi leggere il fumetto in cui in copertina c'è un'idea venuta fuori per caso ad un tavolo a cena, anche far sorridere il vecchino che vende il Seitan, anche andare in missione under cover al Carrefour e comprare il Laphroaig quando serviva solo il bagnoschiuma e considerare dopo che se uno ne beve tanto da sfasciarsi il fegato si guadagna terreno sufficiente per metter su casa ad Islay, anche "Tu non hai visto niente" che continua a ricorrere e sorrido anche ora se ci penso, anche farsi scrivere i memo sulle iscrizioni alla Columbia sulla mano col pennarello figo e scoprire dopo che non andrà più via, anche farsi scrivere altri memo sull'altro avambraccio rimanente che vantano nell'o.d.g. "Amarsi <3" [come se potessi scordarmelo..] e anche -e soprattutto- basire e meravigliare qualsiasi conoscenza perché siamo sempre stati viste come i due esseri umani meno plausibili sulla faccia della terra nello stato di innamoramentorincoglionimentolucidoeGH ed essere Effettivamente e reiteratamente avvistati come tali x10 da tutti, è BELLISSIMO.
Grazie. Domani. Voglio domani. E voglio stare almeno cinque minuti ad ascoltarti il cuore che batte.
.Sendmeanangel
Hear this voice from deep inside
It's the call of your heart
Close your eyes and your will find
The passage out of the dark
Here I am
Will you send me an angel...?

Here I am
In the land of the morning star
The wise man said just find your place
In the eye of the storm...
Venti di cambiamento, angeli spediti. Sempre gli Scorpions sono.
Due e quarantaquattro antimeridiane, e il mio cuore non accenna a rallentare. Per quel brivido inatteso, per quell' "aspetta aspetta, abbracciami" per telefono, per il sentirsi a casa arrampicandosi su sedie altissime per arrivare a pensili altissimi dove non ci sono assolutamente le fruste per fare i dolcetti ciobar della corruzione. E quindi farli a mano. Mi sto un attimo osservando dall'esterno: sono qui che scrivo con pezzi storici anni ottanta in sottofondo, mangiando una gocciola coop di tanto in tanto, col viso affondato in una sciarpa grigia morbidissima (frr) e nel totale silenzio notturno di casa mia, eccezion fatta per il riscaldamento che fa sfrush sfrush. Decadentismo d'ordinanza. Vita d'ordinanza in standby, cose che succedono quando lasci il cuore -che è tornato a correre, a saltare gli ostacoli e a fare i test di Cooper in sole due settimane battendo matematicamente tutti i record stabiliti in antecedenza- parcheggiato tra lenzuola rosse e copripiumini in varie sfumature di grigio. Quel cuore che se la ride di te e dei tuoi impegni quotidiani che ti obbligano ad abbandonare il nido di cuscini (tanti) e coperte e bottiglie d'acqua Sant'Anna per gettarti a capofitto in una manciata di impegni necessari. Noiosamente necessari. Necessariamente noiosi. Chilometri e attività lavorative e universitarie ti strappano alla sensazione di morbido e buono che vige all'interno del perimetro-universo delle lenzuola rosse. Briciole di croissants, cuscini che saltano fuori dal nulla, nodi che stringono, ossigeno che sparisce dai polmoni, coccole e nanna. There's no place like home. Sfido io che il tuo cuore è voluto rimanere là a far compagnia all'altro cuore grande e splendido che corre tachicardico come lui, mentre ti lanciavi a centoquaranta in superstrada per andare a lavorare domani. Si capiscono. Si intendono. In due settimane sono riusciti a rendere il mondo un posto perfetto, vuoi che il tuo cuore riossigenato se ne torni a Firenze con te, anziché rimanere là? Nah. Tartarughe avventuriere, granchi Durden, falangi dell'anulare destro segnate a forza, dita intrecciate, lenzuola rosse. Tutto è perfetto all'interno del Nido e niente potrebbe essere diverso. Ore che se ne scappano chissà dove non viste, battiti del cuore sincronizzati, respiro corto, addormentarsi con le caviglie incastrate una all'altra e svegliarsi col sorriso sulle labbra, o alternativamente con nessuna frase di senso compiuto. Dormire su un materasso per terra ed essere convinti che sia il posto migliore del mondo, nonostante il chaos che lo attornia sia ogni giorno piu' tangibile. Dormire in un letto ikea generato dalla bontà degli ospiti e rendersi conto che le idee migliori vengono necessariamente nei nidi dai molti cuscini. Anche se nessuno ha visto niente. Anche se sono lanciate lì come battute ma mentre le dici il cuore ti scoppia. Già perché ultimamente il cuore scoppia un po' spesso. Un po' tanto spesso. Il cuore implode di gioia per le foglie che cadono nella prima Domenica di Novembre dove la luce è perfetta, dove il pratino e quattro Ramen delimitano un altro angolino di universo privato, dove né i treni in ritardo né i treni stracolmi sembrano tangere il sorriso da scema e il tintinnio del mio ciondolo da gatto. Dove tutto è perfetto e normalissimo, anche tentare di appendere la katana della Sposa sopra la testata del letto, e rischiare di morire decapitati nel sonno. Dove anche fare la spesa e far sorridere l'omino del Seitan è divertente, dove anche rendersi conto che le strade su cui hai appoggiato le suole delle scarpe per gli ultimi tre anni non sono affatto le stesse che stai vedendo adesso, che qualcuno deve averle rese piu' belle e stilisticamente piu' appropriate al tuo stato d'animo perché i negozietti mai visti saltano fuori dal nulla, la luce è assolutamente piu' viva, i colori sono patinati e l'aria che respiri è incredibilmente migliore di quella che ti schiantavi nei polmoni per mera sopravvivenza.
E tutto questo è arrivato in due settimane. Il mondo si sta rivoltando in positivo sotto ai miei occhi, il mio furore creativo dionisiaco è alle stelle e il mio senso di Completezza appena scoperto mi sta aprendo un mondo nuovo. Il Mondo Nuovo. La versione definitiva del mio universo personale, con gli occhi grandi dalle ciglia lunghissime, le labbra piu' morbide e dolci che mi sia mai capitato d'assaggiare e i segni del mio essere un felino sempre addosso. Questo voglio, e lo voglio davvero. Voglio poter stare al suo fianco, poterlo vedere addormentare e svegliarsi, sentirlo sorridere accanto a me mentre dormo, guardarlo impazzire al reparto bagnoschiuma perché non c'è quello alla mirra, seguire i movimenti delle mani che legano, abbandonarmi e perdermi mentre mi porta da qualche altra parte, farmi spazzolare i capelli, abbracciarlo e poterci camminare a testa alta, guardando fieramente negli occhi chiunque si sconvolga di tanta felicità e si domandi "che diamine hanno da sorridere così tanto" e mentalmente rispondergli "io sì, e voi no. Mio.". Sempre così, nessuna scadenza, nessun contratto, nessuna aspettativa frustrata, solo la dolcissima sensazione di essere a casa, nn importa a quale latitudine geografica ufficiale, solo tra quelle lenzuola rosse dove ora il mio cuore sta dormendo a pochissimi millimetri da una maglietta universitaria verde scuro.


